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La nuova pubblicità non convenzionale, guerrilla marketing

Allora, pensiamo ad una cosa assurda, come per esempio correre per strada con in testa un piatto di pasta al sugo sgocciolante, e magari con una coda di volpe attaccata sul di dietro strillando versi incomprensibili, filmiamo la scena, anche e soprattutto le reazioni dei passanti, pubblichiamolo su you tube, ed il guerrilla marketing è servito…

In realtà per guerrilla marketing, o marketing non convenzionale si indicava almeno fino ad un po di tempo fa, una o più idee interessanti, a volte geniali, che con pochissimo sforzo erano capaci di attirare l’attenzione, per esempio uno stikers o un video divertente.

La chiave di volta è sempre la stessa: attirare l’attenzione e scatenare un’azione. Ma uno degli aspetti più usati nel guerrilla marketin è stata la sorpresa, riuscire a nascondere un messaggio pubblicitario dietro qualcosa che non lo è.

~ di gabrielem su Settembre 20, 2007.

3 Risposte to “La nuova pubblicità non convenzionale, guerrilla marketing”

  1. e soprattutto utilizzare attacchi mordi e fuggi!

  2. ma tra qualche giorno, mese, al massimo anno, tutto ciò sarà iperconvenzionale e in molti casi, a me sembra che già lo sia. Che senso ha parlare di pubblicità non convenzionale e contrapporla alla pubblicità convenzionale se in fondo ciò che cambia è solo il supporto con cui il messaggio viene veicolato, ma resta immutato l’impulso creativo, l’approccio comunicativo e lo scopo?
    non vi è pubblicità convenzionale o non convenzionale, ma solo buona comunicazione o pessima comunicazione

  3. Ok, è chiaro il mesaggio, ma, così come è vero che non esiste realmente un web 2.0, non esiste, un web marketing diverso dal marketing convenzionale, non esiste una grande differenza sostanziale tra i video che girano su youTube e gli spot pubblicitari sulla TV, però è comunque necessario fare delle classificazioni, usare delle parole, che con senzo condiviso, descrivono e spiegano qualcosa… Fà parte del processo cognitivo ed è molto importante.

    Ognuno di noi dovrebbe comunque sapere che tutto è relativo e che un nome o un attributo ha la sua funzione in base al periodo, al contesto ed all’utilizzo che se ne fa, e prenderlo perciò con beneficio d’inventario…

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