Ricezione passiva e ricezione attiva

Riprendendo il pensiero che ho iniziato in un post nel quale mi interrogo sul marketing etico.

Siamo stati abituati alla pubblicità televisiva che ci rendeva ricettori passivi, di messaggi ripetitivi ed ossessivi che avevano come scopo quello di oltrepassare le nostre difese logiche e trovare un posto d’onore nella nostra memoria, capace di far scaturire l’impulso d’azione quando si presentavano le cause secondarie atte a rendere la partenza di questa molla: per esempio l’ingresso in un supermercato, o un jingle sentito per caso che ci rievocava subito alla mente il prodotto…

Oggi nella rete stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno, la pubblicità, che via via diviene sempre più coscente degli strumenti che dispone e della realtà in cui si trova, si stà sforzando di renderci utenti attivi, che per quanto comunque sempre in maggior parte inconsapevoli, hanno una parte attiva nlla diffusione del messaggio.

Questo è infatti uno dei principali aspetti del marketing virale, la partecipazione attiva degli utenti.

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