Video per il Kauna di Roma

Questo video, girato e montato da Roman Zeppegno, nel 2010 ha portato assieme ad altri brevi video girati nel centro di Roma in pieno agosto, con due attori vestiti in tuta da shi di tutto punto, fecero una gran sudata, al raggiungimento di oltre 2000 iscritti in un paio di settimane alla newsletter del sito topskiing.it e a diffondere il sito nella rete aumentandone visite e popolarità.

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Alla ricerca di informazioni sul marketing dell’ascolto

Girovagando nel web, sempre alla ricerca di informazioni sul conversational marketing, ho scoperto che: I say blog ha aperto una nuova sezione dedicata al marketing dell’ascolto: qui il link, e che il suo primo articolo riguarda il così detto Green Marketing, un aspetto molto sentito dai consumatori dato l’enomre impatto  che le aziende, sopratutto le grandi, hanno sull’ambiente si tende a prediligere prodotti ecosostenibili ed ecologici… e così è partita la corsa alle campagnie ecologiche… addirittura ENI si è prodigata per raccogliere il consenso di questo “nuovo popolo” di consumatori che “simpatizza per il verde”.

La corsa al verde c’è, avrà sicuramente un riscontro, ma difficile dire se alla lunga sarà positivo o meno…

L’articolo di I say blog che descrive più in dettaglio il caso ENI si trova qui: il Green Marketing di ENI.

Da oggi nella “scatola” apro una nuova categoria dedicata al Green Marketing.

Ancora un sito per lo scambio link

Ho scovato un sito per lo scambio link, interessante, per quanto ormai i più sanno che lo scambio link non è così vantaggioso, il sistema che utilizza questo sito, è molto vantaggioso per il sito stesso e non particolarmente per chi prorpone link… il sito consiste in un archivio di parole, correlate tra loro semanticamente, con una descrizione e dei commenti per ogni termine, su cui è possibile ricavare dei contenuti tematizzati… insomma una specie di directory un po più evoluta… ne parlo solo perchè ci sono arrivato sempre per via del mio interesse per il conversational marketing. il sito è linkedwords.com, e la pagina che ha attirato il mio interesse è questa: conversational marketing campaigns.

CMSummit, Conversational Marketing Summit 2008

Apprendo da Efluendo.it che si è da poco concluso un summit sul conversational marketing, a New York nel sul sito federatedmedia.net, sono presenti numerosi video dell’evento, molto interessanti.

I video presenti su questo evento di conversational marketing, sono numerosi e sicuramente tutti molto interessanti, quelli che hanno attirato subito il mio interesse sono stati: un video che parla delle misurazioni delle conversazioni on-line: qui il link; ed uno che analizza la vita dei brands sui social network: qui il link.

L’evento è stato segnalato anche da Luca Conti di Pandemia su questo post.

Come trarre profitto dalla condivisione, un fondamento del Social Media Marketing

Il Social Media Marketing, come strategia di marketing si fonda prima di tutto sulla condivisione, la condivisione contenuti utili ed interessanti è alla base di una strategia Social di successo…

Come un bravo genitore, il marketer professionista che lavora con i Social Network, ha spesso il compito di educare le azienda al marketing dell’ascolto (o conversational marketing), ed all’utilizzo dei Social Network come strumento di business. Non è sempre facile, e spesso ci si deve confrontare con un scarsa voglia di cambiamento giustificata da anni di esperienza e di successi di vecchi modelli di marketing.

E, se un genitore vuole veramente educare un figlio, deve sempre cercare di far corrispondere alle parole le azioni… per quanto sia possibile, sarà molto difficile che un genitore che fuma riesca a convincere il figlio a non fumare… Insomma per farla breve: l’esempio è molto importante!

Partendo da questo presupposto, il rapporto tra marketer e aziende dovrebbe essere per prima cosa basato sulla condivisione.

Solamente riuscendo a coinvolgere le aziende nei processi di creazione di contenuti, rendendole attivamente partecipi e protagoniste della loro comunicazione, si possono veramente ottenere risultati non solo monetizzabili, ma anche stabili e esponenziali.

Per questo non credo alle paure di chi come Lisa mcneill della Ignitesocialmedia (una Social Media Agency americana) parla di un ipotetico rischio delle aziende che vogliono intraprendere da sole l’utilizzo dei social network come strumenti per la loro comunicazione, (qui l’articolo), come ho commentato nel post di TheMarketer.info, ma anzi ci vedo un enorme potenziale.

Un’azienda che ha voglia di partecipare attivamente all’utilizzo dei nuovi media, avrà sempre bisogno di nuovi stimoli, di consigli, di guide e di conoscenza, e nell’ottica della condivisione, sarà senzadubbio un enorme potenziale per il marketer che saprà sfruttarla.

Il Conversational Marketing per le aziende: 3 strumenti indispensabili

Con semplicità, oggi un’azienda può trarre profito dalle conversazioni nel mercato (conversational marketing) avvalendosi di strumenti gratuiti e di facile utilizzo, in genere le conoscenze richieste per utilizzare questi strumenti sono: la navigazione in internet e l’utilizzo della posta elettronica, com in ogni lavoro, l’esperienza è una caratteristica importante, ma del resto è sempre acuisibile, e prima si inizia meglio è!

Avere un blog aziendale

L’importanza di avere un blog dell’azienda, è centrale, il blog, che può essere sia interno al sito, sia un servizio ottenuto tramite piattaforme presenti nella rete (un breve elenco di piattaforme gratuite a seguire).

Con un blog, l’azienda apre una finestra di condivisione sul web, ma per condividere cosa? Bene, la rispota è relativa, ogni azienda ha qualcosa i importante da condividere, qualcosa di utile, un certo tipo di know how, una serie di metodologie particolari, o altro… La chiave è nel valore di quello che si condivide, più è prezioso per l’azienda stessa, e più avrà valore la sua condivisione.

Conversational Marketing significa esere consapevoli che i mercati sono conversazioni, e che i potenziali clienti non sono dei burattini da manipolare, ma delle persone con cui dialogare, più il dialogo sarà utile e profiquo per queste persone, più il loro interesse, la loro stima ed il loro giudizio nei confronti dell’azienda sarà levato.

Alcuni servizi on-line gratuiti per aprire il proprio blog: blogger.com, noblogs.org, wordpress.com, ilcannocchiale.it ecc…

Essere presenti nei Social Network

La scelta non [ facilisima esistono moltissimi social network e ne arrivano sempre di nuovi, ma una cosa [ certa, queli che stanno avendo maggiore successo non sono molti, e sono spesso diversi, offrendo funzioni diverse…

La scelta [ relativa sia alle peculiarit’ dell-azienda che ai mezzi disponibili, però posiamo dire che, qualunque azienda potrebbe avere un album fotografico di prodotti, luoghi e curiosità inerenti alla sua produzione, da pubblicare su servizi che aiutano la condivisione delle immagini come pr esempio il più noto ed utilizzato attualmente: flicr.com.

Oggi la realizzazione di video è un processo che si è via via reso sempre più economico, ed in compatibilità con le propire risorse, tutti possono realizzare uno m più video da publicare su youtube!

Per finire una presenza di una o più persone su facebook, con l’intento di fare qualche nuova amicizia di persone con interessi affini a quelli aziendali in modo da poter aumentare la diffusione delle informazioni veicolate dal proprio blog, e da poter trovare e creare nuovi stimoli e scambi di materiale ed informazioni, nonchè, se i budget lo permettono, la realizzazione di applicazioni, utili e divertenti da condividere con gli utenti stessi in modo da far girare in maniera virale la propria notorietà…

Google, yhaoo e msn

Utilizzare i principali motori di ricerca per effettuare periodiche ricerche sul nome a dominio della nostra azienda, su parole chiave come nomi di prodotto o servizi specifici e particolari in modo da trovare ed ascoltare le opinioni che via via si formano nlla rete, nei blog e nei social network, cercando di ripondere e partecipare, lasciando sempre ove possibile un passaggio chiaramente autoreferenziale, in modo da incentivare le iscussioni, con spirito aperto e collaborativo.

Il Conversational Marketing come strumento nelle campagne di Social Media Marketing

Ecco come applicare il Marketing dell’ascolto (o Conversational Marketing) a delle campagne di Social Media Marketing:

Punto primo: Ascoltare

Ascoltare è un passo fondamentale per poter partecipare attivamente con coerenza ad una converazione. Ascoltare una persona che parla è relativamente semplice, ma ascoltarne non so, una decina, o un centinaio che parlano contemporaneamente può diventare difficile. Nella rete avviene comunque un fatto quasi paradossale, se pur c’è un brusio contemporaneo di molte voci, si ha la possibilità di ascoltare una ad una queste “voci” e di poter rispondere e partecipare alla conversazione in modo coerente ed efficace.

Nel social Media Marketing, l’ascolto, dovrebbe essere presente diverse fasi, ma sicuramente non può mancare in fase di lancio della “campagnia social”.

La prima cosa da fare appena ci si avvicina ad un social network è ascoltare quello che le persone si stanno dicendo, trovando i temi più affini ed utili al nostro obiettivo, in modo da individuare facilmente dei canali di diffusione più forti e tematizzati!

punto Secondo: Contribuire

Una volta trovato il giusto canale si deve contribuire, dimostrando attivamente la voglia di condividere informazioni, esperienze e conoscenze, in modo da diventare una parte attiva e considerata del gruppo.

In questa parte il segreto è unicamente quello di produrre interventi, e quindi contenuti di qualità, per fare in modo che gli altri apprezzino il nostro operato e ci ricambino con varie forme collabortive come voti, link ed altro relativo anche al social network specifico nel quale si opera.

punto terzo: Ascoltare

è già, l’ascolto, è parte integrante di una comunicazione, e la comunicazione è un processo circolare! Non ha molto senso parlare parlare e parlare, sensa mai fermarsi ad ascoltare gli altri, quantomeno per capire in che modo stanno prendendo le nostre parole!

L’ascolto continuo è molto importante, permette infatti di poter analizzare e se serve correggere le proprie strategie comunicative anche in corso d’opera, evitando di percorrere tropo a lungo una strada sbagliata.

punto quarto?… Contribuire, e la comunicazione continua

senza interrompere questo processo comunicativo la conversazione deve essere sempre alternata da pause riflessive e di ascolto e da contributi e produzione di contenuti… In modo da svulupare un ciclo continuo.

Conversational Marketing un manifesto nella rete

Nella rete esistono alcuni testi che possono riassumere gli intenti  l’origine del marketing dell’ascolto. Cluetrain.com un manifesto on-line, riassume molti aspetti importanti, è un’inno alla comunicazione e come tale viene proposto in moltisime lingue. La stessa wikipedia lo cita nella pagina dedicata al marketing dell’ascolto, in questo manifesto viene espresso uno dei conceti principali del conversational marketing e cioè: “Tutti i mercati sono conversazioni” frase semplice in apparenza scontata ma che in realtà racchiude molte considerazioni, prima di tutte il concetto di scambio e reciprocità, la necessità di passare ad una comunicazione +INFORMALE, NON UNILATERALE, da applicare in maniera TOTALE

Rimane pur sempre l’incognita del ROI, che forse rimarrà tale fin tanto che non si usino diversi presupposti per misurare gli sforsi effettuati, in un certo senzo non tutto dovrebbe essere misurabile con le vendite, l’apporto di un servizio migliore, creato maggiormente per il cliente e non forzatamente spinto dentro un profilo di target realizzato per l’esigenza, ma un target che si forma e delinea “naturalmente” sulla base di “esperienze reali” ed “esigenze tangibili” può sicuramente portare degli sviluppi e non solo nelle vendite.

Un punto di incontro tra brand e media

Il 13 aprile 2008 a Venezia si è tenuto il Venice Festival of Media, tra i tanti era presente Facebook che come scrive repubblica in quest’articolo … “gode del supporto di Microsoft, mira a
diventare consulente per i brand che intendono investire nei SNS

Si discute sul potere dei social network di diffondere un brand ed inevitabilmente si finisce a parlare di “conversational marketing” con interessanti passaggi sulle possibilità potenzialità di trasformare una conversazione in vendita e sulle modalità per misurare tale conversione…

Ancora una volta si nota come il conversational marketing, o merketing dell’ascolto si muova di pari passo con l’innovazione la tecnologia, sfruttando anche il social marketing ed il social networking in generale si può sicuramente creare una conversazione tesa ad incrementare la reputazione di un brand e perciò anche le vendite, come questo sia quantificabile rimane ancora un argomento in definizione, esistono tuttavia dei legami tra l’aumento delle conversazioni e l’aumento delle vendite.

Così come il web marketing oggi è un’esignza per le imprese che fanno internet, il conversational marketing sta già diventando un’esigenza per le imprese che, facendo comunicazione, e, investendo sempre con meno voglia e fiducia nella TV, stanno volgendo lo sguardo verso le nuove realtà mediatiche, più per una vera e propria esigenza che per spirito pionieristico o innovativo, anche perchè, per la velocità con cui attualmente il tempo viene percepito dal mercato, i social media sono tuttaltro che nuovi. Basta pensare a wwwins che recita nella sua intro in flash: Se 24=1 minuto in una vita; se 3000 anni = 60 minuti…
Se ne conclude che: L’attenzione è sempre più difficile da catturare e che il mercato necessita nuove strade per comunicare con in consumatori.

Misurare la reutazion on-line e molto altro

Con blogmeter è possibile. Un mercato fatto di conversazioni ome quello che si stà profilando negli ultimi tempi, necessita di un udito “specializzato” e molto raffinato, che sia in grado di “ascoltare” dove e quando serve, nei luoghi giusti e i suoni giusti senza perdere tempo con rumori di fondo inutili… Nel conversational Marketin, i servizi offerti da Blogmeter si stanno rilevando sempre più utili.

Conversational Marketing, link dalla rete

L’articolo di Marco Cattaneo, di cui non condivido il punto di vista, sul blog di Video Marta, mi fornisce l’opportunità di parlare brevemente di un esperimento che in un certo senso potrei definire di conversational marketing. Dove però, la “conversazione” è riscontrabile più nello stile adottato per la comunicazione che non nelle strategie e nelle tecniche impiegate. Video Marta non è un blog che di per se faccia un vasto uso di raccolta di feedback con gli utenti o altre forme di “ascolto” e “conversazione”, è un semplice esperimento mediatico, che ha già acquisito una buona fama, è presente anche su n3tv, ma è un blog che pur essendo un prodotto editoriale si presenta come un luogo personale, una finestra comunicativa diretta, una “conversazione” tra Marta ed i suoi lettori/spettatori…

Come accenato non condivido il punto di vista di Marco Cattaneo per una sola ragione, non credo che ci sia differenza tra un blog che ha dietro una piccola redazione e si presenta con una facciata di blog personale, ed un blog di un singolo che si presenta come blog autorevole come se avesse una redazione, sono le piccole incoerenze che ci portiamo dietro tutti!

Certo, riuscire a superarle è lodevole, ma non è, secondo me, criticabile il contrario.

P.S.

TANTI AUGURI A TUTTI (ora mi sbrigo ad uscire che mi aspettano per il solito pranzo in famiglia, ma avendo ricevuto questi input da alcuni hypertesti non ho saputo resistere alla tentazione di scrivere) …

[updtae alle 19.45]
stavo cercando un film da vedere stasera è non ho resistito a passare di quà…
ho notato che anche duechiacchiere.it ha parlato dell’argomento!

Conversational Marketing, novità o esigenza

Conversational Marketing instaurare una “conversazione” con i clienti… (Ma Cos’è)
Per quanto si parli della nuova frontiera del marketing io non la vedo così..

Penso infatti che non è sia certo una novità, ma che stia diventando un’esigenza, i consumatori sono saturi… Anni ed anni di imposizioni mediatiche, di scelte forzate, costretti a ritenere migliore quelo che spesso costa di più ma non “è di più”, hanno accresciuto lo spirito critico, la voglia di sceglere e di pensare, in accordo con le evoluzioni portate dai new media oggi la partecipare è una necessità.

Un esempio di Conversational Marketing? La Coop da oltre 10 anni ha una struttura di Conversational Marketing veramente efficace, ed i risultati sono notevoli.

Anche definito Marketing dell’ascolto, termine utilizzato per esempio da aziendeconleorecchie.

Ma cos’è il Conversational Marketing?

Conversational Marketing significa conversare, dialogare con il cliente, stabilire una comunicazione tesa a migliorare i servizi/prodotti offerti. Oggi per esempio attraverso i social network si possono raccogliere antissime informazioni sui gusti, le tendenze e la personalità degli utenti non chè stabilire dei collegamenti diversi con vari gruppi di interesse, solitamente già opportunamente separati ed ordinati…

Se è vero che la rete permette un dilogo diretto con i clienti molto più agevole ed immediato, è vero anche che mezzi meno tecnologici come riunioni, gruppi d’ascolto e altro non hanno perso il loro valore, anzi, in un certo senzo la rete da maggiore forza ai momenti di socializzazione reale, così come questi ultimi sono capaci di dare maggiore enfasi ed ulteriore energia ai rapporti nella rete, prova ne è la continua e crescente tendenza degli internauti a radunarsi in barcamp ed incontri.

Dalla rete…
Il Conversational Marketing di PMI “Aziende, imparate a parlare ai clienti”.
Il Conversational Marketing di fluido, “per comprendere il conversational marketing!”.
Il Conversational Marketing dei Ninja “conversational marketing un must entro il 2012”.
Il Conversational Marketing per progetto-seo “Conversational marketing – social network – blog – attenzione a non perdere il treno”.