Video per il Kauna di Roma

Questo video, girato e montato da Roman Zeppegno, nel 2010 ha portato assieme ad altri brevi video girati nel centro di Roma in pieno agosto, con due attori vestiti in tuta da shi di tutto punto, fecero una gran sudata, al raggiungimento di oltre 2000 iscritti in un paio di settimane alla newsletter del sito topskiing.it e a diffondere il sito nella rete aumentandone visite e popolarità.

Un leopardo a spasso per le vie di roma, ed il guerrilla marketing è servito!

Per la serie il guerrilla marketing è servito, a Roma qualche audace “hackermarkettaro” (passatemi la definizione goliardica!!!) ha architettato questo guerrilla dal sapore alquanto interessante…

La trama? Semplice, il blog hopersoleo ed un po di fotocopie che parlano di uno smarrimento, un po particolare… “ho perso il mio dolce leopardino!” Dice il volantino! Aiutatemi a ritrovarlo… e così tra la gente si sparge la voce che un leopardo va a spasso per la città… e pensare che mia sorella quasi ci credeva…

Comunque per il momento nessun retroscena! solo qualche volantino un po scherzoso con scritto:

Nome: Leo
Razza: Leopardo
[…]
Caratteristiche: H 75 cm, peso 80 kg mantello maculato…
Dove cercare: cespugli ed erba alta
come prenderlo: avvicinarlo con una grossa bistecca

Dallo stencil all’istallazione il guerrilla marketing si fa cosi

Non che gli stencil siano passati di moda, anzi, restano un valido strumento se ben integrato con altri mezzi… Ma la vera innovazione sono le istallazioni, a volte artistiche a volte poco gradevoli, come la visione di un braccio mozzato posato per terra con un DVD di Death Proof in mano…

Arrivare a compiere istallazioni csi-toilet.jpgcome quelle che la Saatchi & Saatchi ha svolto a Singapore per l’arrivo della serie CSI é in un certo senzo un evoluzione naturale dello stencil.

Mi augurio che piano piano questa nuova forma di pubblicità possa via via trovare delle vie creative per interagire piacevomente con il pubblico, creando del valore aggiunto, alla rappresentazione e non solo agendo in maniera da colpire, stupire anche perchè sono dell’idea che se è vero che una persona si ricorderà di me perchè io sia riuscito a creare dello stupore in essa, è vero che se saró riuscito ad interessarla, ad intrattenerla o comunque ad arricchirla in qualche modo, sarà molto piú facile che si ricordi di me! In un certo senzo la comunicazione pubblicitaria oltre ad avere fini commerciali, è pur sempre una forma di rapporto tra mittente e destinatario e quanto piú si cura la qualità del rapporto tanto piú si ottengono risultati.

Certo, forse una volta questo discorso poteva non avere dei veri riscopntri commerciali, quando erano le hit a farla da padrone, e quando non si conosceva la realtà della “coda lunga“. Ma oggi?

Alcune informazio reperite da questo blog.

Ricezione passiva e ricezione attiva

Riprendendo il pensiero che ho iniziato in un post nel quale mi interrogo sul marketing etico.

Siamo stati abituati alla pubblicità televisiva che ci rendeva ricettori passivi, di messaggi ripetitivi ed ossessivi che avevano come scopo quello di oltrepassare le nostre difese logiche e trovare un posto d’onore nella nostra memoria, capace di far scaturire l’impulso d’azione quando si presentavano le cause secondarie atte a rendere la partenza di questa molla: per esempio l’ingresso in un supermercato, o un jingle sentito per caso che ci rievocava subito alla mente il prodotto…

Oggi nella rete stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno, la pubblicità, che via via diviene sempre più coscente degli strumenti che dispone e della realtà in cui si trova, si stà sforzando di renderci utenti attivi, che per quanto comunque sempre in maggior parte inconsapevoli, hanno una parte attiva nlla diffusione del messaggio.

Questo è infatti uno dei principali aspetti del marketing virale, la partecipazione attiva degli utenti.

Ma un marketing etico è possibile?

Non c’è che dire, non c’è niente di più produttivo di una sosta lavorativa, al contrario di quanto generalmente si pensa, io credo fermamente che per procedere è necessario anche fermarsi, saper lavorare significa anche saper riposare, per poter essere veramente consapevoli del lavoro che si svolge e non preda di una spirale spesso involutiva che ci conduce spesso in luoghi ed emozioni anguste e a volte anche poco redditizie. Proprio questa sosta che mi ha permesso di inquadrare meglio la situazione dei social marketing e del web 2.0 e mi ha permesso di vedere meglio alcune cose, che ora mi appresto a condividere, che prima mi erano un po nascoste! Buona lettura.

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Guerrilla marketing

Il guerrilla marketing, il marketing non convenzionale come lo definiscono i ninja di ninjamarketing è un modo di fare marketing, in maniera innovativa cercando soprattutto di far scattare la viralità nella comunicazione, il famoso effetto virale, tanto sognato il suo raggiungimento quanto sconosciuto il modo con cui ottenerlo… su wikipedia, il Guerrilla marketing viene fatto risalire a Jay Conrad Levinson che nel 1984 scrisse un libro intitolato appunto Guerrilla Marketing, e lo descrive come un modo non convenzionale di promozione per budget molto limitati. Ma non è sempre detto, oggi anche grandi aziende intraprendono azioni di Guerrilla Marketing, un esempio? Bhe uno degli ultimi più noti è stato: il video di gmail.

Il sesso come spinta nella pubblicità…

… è sempre stato utilizzato, fin dai tempi di David Ogilvy, di cui ricordo una fantastica pubblicità, studiata sui libri, che pur facendo uso di una donna seminuda conservava un fascino ed un’eleganza unica (per enfatizzare che l’azienda pubblicizata manteneva le promesse: questo infatti il core busines da evidenziare, fece una campagna di 3X6 con una modella  in costume con la scritta: l’8 settembre mi levo la parte di sopra… Mantenendo poi la promessa mostrando la modella in topless ma di spalle!), il sesso diviene uno stimolo costante all’acquisto ed all’azione, facendo leva su uno degli istinti primordiali degli esseri senzienti: la riproduzione strettamente collegata alla sopravvivenza e quindi più difficilmente controllabile! Così oggi sul web il porno amatorial diventa una forma di non conventional marketing o di guerrilla marketing. Il sito pornomarketing[dot]com, nel quale mi imbatto dopo una rierca sul guerrilla marketing che mi porta inevitabilmente al primo link dell’elenco, è un brutto esempio di questa tendenza, che a mio parere per quanto possa portare qualche risultato in termini quantitativi, difficilmente può averne in termini qualitativi!

Un punto molto importante nel marketing è sempre stato e sempre sarà il target, il pubblico di riferimento,la tipologia delle persone sotto aspetti socio-culturali che ne definiscono un profilo e ne tracciano anche abitudini, gusti e quant’altro, è compito di una campagna ben mirata quello di riuscire a raggiungere il giusto marketing. Ed ho seri dubbi sull’utilità di un target raggiunto tramite la pornografia, ma è anche possibile che io confidi troppo nelle capacità del genere umano 😉

Un dato è incoraggiante, almeno per l’italia, infatti se paragoniamo il volume delle ricerche effettuate su google per le parole: sesso e viaggi scopriamo che spesso i viaggi sono più ricercati del sesso, cosa che invece non succede affatto se si cerca travel e sex!