Da bambino giocavo sempre con i lego…

e da grande ho iniziato come grafico web a cimentarmi nella costruzione di siti internet, ed ho spesso trovato che le due cose si assomigliavano parecchi, il gioco dei lego e la costruzione dei siti internet intendo…

Mai prima d’ora avevo concretizzato ulteriormente questa “sensazione” di similitudini o queste simili senzazioni che mi riecheggiano ancora oggi mentre scrivo del codice o monto delle grafiche…

Ma oggi le “gatte di via plinio” mi hanno ampliato lo sguardo un po di più, è come se avessi aggiunto un piccolo mattoncino ad un pensiero… La notizia che riportano è: “ma lego li paga“…

lego08.gifriferito a google ovviamente… e la risposta è no, e per trovarla si sono aggirate per questo post di un blog di google talk, ed anche per repubblica, che ha reso la cosa ovvimente più ufficiale…

L’articolo sul blog di repubblica recitava così…

Tredici anni fa, andai per conto dell’azienda che edita questo giornale e questo sito al MIT-Medialab, con lo scopo di seguire in modo regolare le innovazioni più interessanti nell’ambiente digitale. Mi trovai presto in una stanza piena di modellini fatti con il lego. Chiesi se per caso non erano tutti impazziti. Mi risposero serissimi che il mattoncino di Lego è la rappresentazione più fedele del digitale, anzi del contenuto nell’ambiente digitale. Il Lego come immagine mentale del digitale e mattone che costruisce la cultura contemporanea. Era così serio quel pensiero che in seguito ha dato vita a una relazione duratura di ricerca tra il Lab e la Lego Company. Ha fatto bene Google, a dedicargli la “testata” di oggi.

Che dire, mattone su mattone ricostruisco la mia vita… Come in un puzzle… Ma questo è un’altro gioco!

La comodità di tumblr è senza paragoni

Il mio spazio personale su tumblr: gabrielem.tumblr.com per ora ha preso la forma di un ripostiglio, disordinato ed immediato dove ho deciso di scrivere tutto quello di cui voglio tenere traccia velocemente, da riutilizzare in futuro, per ora lo sto usando come un bookmark, anche se per quello ho il mio account su del.icio.us: del.icio.us/gabrielem, ma l’immediatezza di tumblr, mi ha fatto venire in mente moltisim idee, durante la ricerca di informazioni sulla fattibilità di alcune idee, di cui per ora preferisco non parlare, ho trovato un piccolo strumento per wordpress veramente utile, per postare “post” al volo… l’indirizzo è m.wordpress.com, ed è proprio da qui che adesso pubblico qesto post 😉

Avventura mediatica, figuraccia per Libero e Repubblica, beffati da un blogger

blog.jpg7yearwinter.com un interessante blog di cui consiglio la lettura, scrive un articolo sul licenziamento di Daniele Luttazzi, che viene completamente travisato da Libero e Repubblica.  Allora bucknasty, il blogger, che comunque è stato linkato dale due fonti, fornisce un redirezionamento a tutti gli utenti che cliccando da Libero e Repubblica invece di arrivare al blog, arrivavano ad un video di due donne coprofaghe, per sottolineare il collegamento con la forte satira Luttaziana che è poi la ragion prima del suo lincenziamento.

Un interessante esempio dei limiti che la rete è in grado di scavalcare e della neutralità che permette… Un motivo in più per far attenzione alla neutralità che può essere messa seriamente in pericolo in altri modi.

Ricezione passiva e ricezione attiva

Riprendendo il pensiero che ho iniziato in un post nel quale mi interrogo sul marketing etico.

Siamo stati abituati alla pubblicità televisiva che ci rendeva ricettori passivi, di messaggi ripetitivi ed ossessivi che avevano come scopo quello di oltrepassare le nostre difese logiche e trovare un posto d’onore nella nostra memoria, capace di far scaturire l’impulso d’azione quando si presentavano le cause secondarie atte a rendere la partenza di questa molla: per esempio l’ingresso in un supermercato, o un jingle sentito per caso che ci rievocava subito alla mente il prodotto…

Oggi nella rete stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno, la pubblicità, che via via diviene sempre più coscente degli strumenti che dispone e della realtà in cui si trova, si stà sforzando di renderci utenti attivi, che per quanto comunque sempre in maggior parte inconsapevoli, hanno una parte attiva nlla diffusione del messaggio.

Questo è infatti uno dei principali aspetti del marketing virale, la partecipazione attiva degli utenti.

Ma un marketing etico è possibile?

Non c’è che dire, non c’è niente di più produttivo di una sosta lavorativa, al contrario di quanto generalmente si pensa, io credo fermamente che per procedere è necessario anche fermarsi, saper lavorare significa anche saper riposare, per poter essere veramente consapevoli del lavoro che si svolge e non preda di una spirale spesso involutiva che ci conduce spesso in luoghi ed emozioni anguste e a volte anche poco redditizie. Proprio questa sosta che mi ha permesso di inquadrare meglio la situazione dei social marketing e del web 2.0 e mi ha permesso di vedere meglio alcune cose, che ora mi appresto a condividere, che prima mi erano un po nascoste! Buona lettura.

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Tutto sui BarCamp? Su barcamp.org!

Barcamp.org un sito che parla dei barCamp nel mondo, essere nella rete è un buon punto di partenza per incontrari, discutere condividere! Ma gli incontri fisici rafforzano i legami ne creano di nuovi, appianano le divergenze ed accrescono la condivisione!

Non penso che il mondo digitale posa mai sostituire quello fisico o analogico come lo definiscono alcuni, penso che però si possano integrare l’un lantro!

Master New Media, escluso da google

Ormai l’incubo è finito, Master New Media che prima era stato escluso dai risultati di google ora è stato ormai riabilitato. Ma la faccenda è molto interessante, pone infatti le basi per alcuni interrogativi: se un sito come masternewmedia, che guadagna oltre varie migliaia di euro al mese in prevalenza grazie agli annunci pubblicitari di googlee che deve, come tutti del resto, più della metà del suo traffico a google, viene improvvisamente oscurato, dai risultati, cosa può garantire il corretto sviluppo di un’attività in rete? Lo spunto di riflessione di cui parlo è dovuto anche alla lettura di un post molto interessante di Marco Camisani Calzolari di cui consiglio la lettura.

Ed ora mi chiedo? Si può sopravvivere senza google? Per un sito è possibile essere visitato pur non esendo nei risultati di google? Secondo il TagliaErbe si può! Condivido!

Article Marketing

Penso, l’article marketing, un’emergente forma di promozione del web, emergente soprattutto in italia, ma già affermata in altri paesi, sta portando ad un grande aumento di portali che offrono la possibilità a chiunque si registri di scrivere articoli principalmente con lo scopo di acrescere il trust di un sito creando dei contenuti e dei link a tema.Prevale un servizio di qualità, tra le migliori risorse per pubblicare i nostri articoli abbiamo:

In inglese voglio segnalare invece:

Oltre all’utilità che se ne può ricavare mi vorrei soffermare su un aspetto particolare, la possibilità che qualcuno si costriuisca il proprio sito di article marketing per poterci fare il bello ed il cattivo tempo, abuando così di uno strumento che per quanto utile come ogni portata all’eccesso può ottenere un effetto contrario.

Un sito in particolare su cui mi sono trovato male e che non consiglierei è fastpopularity, anche questo sito come molti altri offre la possibilità di registrarsi per inserire i propri articoli, ma, una volta loggati è impossibile trovare un link che porti alla pubblicazione di articoli.