Quanto conta la freschezza dei link? Oggi più del trust… Incredibile ma vero!

Si, mi rendo conto che la cosa mette in discussione molte teorie SEO, teorie che anche a me è capitato di esporre ^_^
Ma la facenda sembra seria 🙂 Leggendo il post sulla freschezza dei link, dal blog Tecniche avanzate di posizionamento, potrete apprendere come anche pochi link da qualche blog possono avere più valore di un link da un sito a forte trust.

Frutto degli algoritmi che stanno diventando sempre più veloci nell’indicizzare e catalogare le pagine web.

Un ottimo sistema per indicizzare velocemente nuovi siti

In quest’articolo, viene descritta una tecnica di posizionamento per indicizzare velocemente siti nuovi e per ottenere dal nulla un PR di 2 con una semplice registrazione su un social network un po particloare… La registrazione è semplice il social network è particolare: una delle aratteristiche più importanti è che ha dei link dofollow!

Il sito in questione è identi.ca un sistema di microblogging, la tecnica consiste nel registrare un account con un username che abbia l’anchor che vogliamo, e registrare il sito nel profilo. Una volta effettuata la registrazione si effettuano registrazioni ad alcuni gruppi con alto PR nel’articolo citato c’è anche una lista di questi gruppi.

Vuoi ottenere 3000 link in un giorno?

NO? Allora puoi anche non leggere questo articolo!

Altrimenti, quello che ti consiglio è di seguire bene le istruzioni contenute in questo articolo che illustra come ottenere 3000 link in un giorno.

I link che si ottengono sono per la magior parte nofollow, ma sono comuqnue dei link, e oltre ad aumentare la linkpopularity, sicuramente sono una buona fonte di traffico per il proprio sito web.

Questa è un’ottima tecnica per far uscire i propri siti dalla sand box, e comunque per siti nuovi.

Non è un metodo che ha grandi risultati per domini già esistenti e/o in gara con competitor particolarmente attivi.

3 imperdibili plugin SEO per wordpress

Sitemap Generator: per assicurarsi l’indicizzazione corretta e veloce di tutti i post di un blog, la site map è d’obbligo, questo plugin la genera automaticamente, ecco il link per il download: http://wordpress.org/extend/plugins/google-sitemap-generator/.

Platinum SEO pack: tutto in uno! Ecco il modo migliore per descrivere questo plugin, che permette di controlare titoli, meta tag e molto altro del nostro blog wordpress, ecco il link per il download: http://wordpress.org/extend/plugins/platinum-seo-pack/.

HeadSpace2: un altro tutto in uno con alcune cose speciali come: la configurazione specifica di meta-dati (title, description, ecc) per post, pagine, categorie, home, pagine degli autori, pagine di ricerca e pagine di errore 404 e molto altro ancora, ecco il link per il download: http://wordpress.org/extend/plugins/headspace2/.

Page Rank: Informazioni Utili

Page Rank
Colgo l’occasione per segnalarvi un interessante articolo sul Page Rank di Google.
Per quanto ormai si direbbe superato, da quando si inizio “anni or sono” a parlare del Trust Rank, conoscere tutti gli aspetti del Page Rank è molto importante!!! Ed è fondamentale per un Esperto Seo conoscere tutte le sfumature di questo sistema di catalogazione meritocratico di Google.

L’articolo: Google Page Rank Tutto quello che un esperto SEO deve sapere è un articolo completo sull’argomento.

Nell’articolo vengono affrontati diversi temi, come la differenza che c’è tra il Page Rank della Toolbar e quello reale. Troverete anche una parte interessante sull Rank Locale e su Hilltop: un sistema speciale per differenziare i tipi i siti tra Autority e Expert site!

Link dell’articolo:
http://webmarketing.olo-service.com/2009/11/05/google-page-rank-tutto-esperto-seo/

Direi che leggendo qusto articolo si evince che il Page Rank non è poi così trampntato!!! E tu cosa ne pensi?

Contenuti sempre diversi con MadLib

madlibMadlib è un concetto semplice ed efficace per produrre una buona quantità di contenuti diversi ed evitare in questo modo i filtri anti-duplicazione, è una tecnica che potrebbe a primo impatto risultare solo da Black Hat, ma in realtà se utilizzata con ingegno e attenzione può risultare un ottimo complemento anche per le strategie più Bianche possibili, ovviamente il tutto dipende dal tipo di approccio che in generale si ha nei confronti del mondo SEO.

Il concetto di MadLib appare per la prima volta sul blog bluehatseo.com, e viene ripreso in questo post in italiano dal blog: Seo Mad Hat.

Per chi è interessato il link al post è questo:
madlib per produrre contenuti sempre diversi.

A mio parere un approccio veramente professionale, non deve escludere nessuna tecnica a priori, senza dunque averne verificato l’utilità, i rischi, le potenzialità e possibilità di applicazione.

Grabbare feed RSS – MagpieRSS vs LastRSS

rssGrabbare i feed RSS, è una pratica sempre più diffusa. Con i feed che si trovano nella rete si possono creare siti ricchissimi di contenuti, senza scriverne nemmenu uno, e la rete e ricca di siti del genere anche di una certa qualità e rilevanza!

MagpieRSS e LastRSS sono due librererie PHP che servono entrambe a grabbare i conenuti di un feed, ed a disporne come più ci piace, per esempio potremmo inserire un elenco di news in un sito, realizzare un tool per qualche social network, o creare un database di articoli preleando diversi FEED contemporaneamente. Vediamo di seguito le differenze tra queste due librerie.

Test sulla velocità i esecuzione:

rss bench magpierss vs lastrss

(i test sono stati effettuatu da:  planetozh.com)

Differenze tra i du tipi di parsers:

Non affrettiamo le decisioni: LastRSS è più veloce si, ma se si da un’occhiata al file che viene restituito dal parser di entrambe le librerie, si può notare che MagpieRSS fornisce molte più informazioni e parsa praticamente tutto quello che è presente nel feed, invece LastRSS è più approssimativo.

Conclusione:

LastRSS può essere la scelta giusta nel caso in cui si debba parsare un grandisimo numeroi di feed rss ed aggiornarle molto velocemente.

Qual’è il miglior cappello che un seo può indossare?

cappelli

Nella rete c’è ne i tutti i colori, White Hat, Black Hat, Grey Hat… Blue Hat chi più ne ha più ne metta…
Inizialmente nato per gli haker per differenziare quelli buoni da quelli cattivi, il cappello nero (Blue Hat, il cattivo) o il cappello biano (White Hat, il buono), sono stati acquisiti anche dai SEO e sono diventati l’insegna di una serie di interminabili discussioni e peripezie linguistiche, c’è chi dice meglio bianco, c’è chi dice meglio nero… ed infine ovvimante il grigio… la via di mezzo…

Ma cosa significa veramente per un SEO e quali applicazioni ha nel lavoro quotidiano del posizionamento?

Principalmente sono tutte chiacchiere inutili, spesso chi ne parla non sa veramente quali siano i risvolti pratici della facenda, o non ne ha mai fatto pratica o addirittira non ne ha neanche una minima idea…

In realtà infatti non c’è assolutamente differenza tra un cappello bianco ed uno nero… Un vero SEO deve essere capace di utilizzare correttamente qualsiasi tecnica sia utile al suo scopo…

Spesso di fronte a questo discorso la risposta più comune è: “Fa un po quello che vuoi, tanto poi verrai bannato”…

Questa rispota ha in se diversi errori, come per esempio la frase “Verrai bannato” frase che denota chiaramente che ci si sta riferendo ad un idea di lavoro nel web puramente amatoriale…

Infatti nello specifico è un sito che viene bannato… e non il proprietario, dire “Verrai bannato” equivale ad affermare che una persona ha solo un sito… Tipico dei web master… Ma il web Master in questo caso è una figura che rispecchia un livello amatoriale e non un Seo PROFESSIONISTA…

Un Internet Marketer invece sa che il suo scopo è il business non l’hobbies e per questo è pronto ad utilizzare qualunque tecnica che assolva lo scopo!

Un sito bannato non è una grande perdita se prima del ban si è saputo ome sfruttarlo! E sopratutto, non è così facile avere un sito bannato…

Con questo non fraintendetemi, non sto cercando di sostenere che la via del Black Hat sia migliore, anzi, sto solo cercando di “sfatare i miti”, il black hat è un insieme di tecniche che spesso viene criticato dalla maggior parte dei SEO amatoriali che non conoscono bene ciò di cui parlano, o anche professionisti che a volte cercano di difendere una posizione o di darsi un tono, mascherandosi da buoni samaritani con il cappello bianco ecc… Esistono anche casi di professionisiti che si specializzano in un insieme di tecniche che appartengono più a un colore rispetto che ad un altro.

Quale che sia il colore del cappello “scelto” il compito di un SEO è quello di aumentare la link popularity, certo non si riduce tutto solo a questo, ma il core dell’impegno e sicuramente la ricerca, la creazione e la caccia ai link, in generale quanti più link un sito ha tanto più è forte ed ha la capacità di scalare posizioni nei risultati di ricerca. Ovviamente i motori questo lo sano bene e da tempo hanno introdotto diversi “accorgimenti” per filtrare questa quantità di link e stabilirne dei criteri per una valutazione qualitativa oltre che quantitativa.

Quindi, è importante sia la quantità che la qualità.

Ed è proprio in relazione ai sistemi ed alle tecniche che un SEO utilizza per crare e/o raccogliere questi link che si sceglie di che colore il cappello che si porta è.

Un White Hat puro si limiterà a creare articoli e contenuti su blog, siti, directory, forum e social network manualmente… ottimizzerà il codice html delle pagine e se va bene dirà: “I contenuti sono molto importanti”

Un Black Hat puro invece molto probabilmente non si userà molto nemmeno del codice html, e non si soffermerà mai a riflettere se gli standard del W3C aumentano l’indicizzazione oppure no, ma prevalentemente vivrà di codice server side, cercherà sempre nuovi modi per creare spam da inserire in siti, forum e social network, cerhcerà di avere sempre aggiornati i suoi indirizzi IP dei diversi spider dei motori per i suoi cloking, e se va bene sarà anche interessato a qualche tecnica di guadagno on-line, ed ogni tanto si preoccuperà anche di riempire pagine di adsense.

Un Grey Hat puro, utilizzerà un po le directory, gli articoli e l’ottimizzazione e sperimenterà qualche tecnica un po più spinta come software di duplicazione del contenuto che remixano le parole, o contenitori per siti prefabbricati per creare un po di siti con contenuti originali.

Un White Hat che si rispetti invece sarà un professionista sempre aggiornato che lavora prevalentemente per consulenze e per grandi aziende e che le guida nelle scelte, sapendogli all’occorrenza consigliare del “lavoro sporco” con quel minimo di reticenza e quell’alone di mistero capaci da un lato di interessare e dall’altro di convincere, avrà contatti importanti e sarà ben piazzato nella scena del suo mercato di riferimento, il suo lavoro principale consiste nel lavorare alla creazione della sua immagine personale.

Un Black Hat spesso non fa il Black Hat a tempo pieno, ma purtroppo solo a tempo perso, perchè il resto del tempo lo dedica a progetti, software spesso open source. Comunque è uno sviluppatore di software notevole.

Un Grey Hat che si rispetti invece, pur conoscendo un po i linguaggi server side cercherà il più possibile software gia fatto, avrà qualche amico che si definisce Black Hat, e costruirà un isnieme di network con contenuti duplicati o remixati o modificati, potrebe anche far uso di un po di spam-blog ma fondamentalmente cercherà di creare un network di siti che punti ad avere un buon numero di pagine indicizzate su vari temi in modo da poterne sfruttare all’occorrenza il potere di pull…

In conclusione? Il cappello è un abito, ed è bello poterlo cambiare 🙂

credit: grazie a Franco Folini per la foto.

Dalla Link popularity alla Social Popularity

La popolarità di un sito non consiste nel essere presenti nelle prime pagine dei motori di ricerca, come per esempio goggle o yahoo, ma è uno degli elementi che permette questa presenza. Popolare significa appunto noto al pubblico, conosciuto ed in certo senso consigliato, in un primo momento su internet la popolarità di un sito viene espressa dalla quantità di link provenieneti dalla rete che il sito ottiene nel tempo, questo è quindi un aspetto molto importante, e infatti, se molte persone linkano una risorsa è già un chiaro segno di popolarità. Una legge, in un certo senzo, per quantificare questo genere di popolarità è stato il PageRank di Google. Ma come si dice: “… fatta la legge trovato l’inganno”, questo sistema ha portato rapidamente alla creazione di link farm, ovvero siti realizzati al solo scopo di generare un alto numero di link verso altri siti per elevarne artificialmente la popolarità, questo ha portato ad un’invasione, nei risultati dei motori, di siti SPAM ovvero non veramente pertinenti con i risultati di ricerca e quindi di bassa qualità.

Oggi invece, oltre a vedere nello scenario dei motori di ricerca grandi cambiamenti come il TrustRank di Google, e la ricerca di pertinenza e di corrispondenza dei contenuti tra i siti che si linkano, esiste un modo nuovo di concepire la popolarità su intenret ed è la Social Popularity.

Per Social Popularity non intendo come si potrebbe pensare la popolarità che un sito, un servizio op un brand ha nei social network, o almeno non solo, ma più specificamente la popolarità nell’ambito della società internettiana, che dipende da moltissimi fattori. Alcuni di questi fattori riguardano aspetti facilmente misurabili, come la presenza in parte di link ma soprattutto di articoli, recenzioni, file multimediali come audio, video, slide. Altri fattori sono più sottili anche se anch’essi possono essere misurati e dipendono più dall’opinione che il pubblico si costruisce nel tempo.

Sei per Seo? Trentaseo! – Cos’è un seo?

Voglio segnalare due interessanti discussioni nei commenti di due post, sulla figura dei seo, il primo è già ben fornito, e compaiono anche grandi nomi del web marketing e dintorni, ed è un post di Johnnie Maneiro che ha scatenato un’accesa discussione sulla figura del seo, sui suoi compiti e sulle conoscenze che un seo dovrebbe avere. Ad onor del vero il post di Johnnie Maneiro prende origine da un post di Fabio Dell’Orto. L’altro invece è solo all’inizio e vale la pena di collaborare per renderlo più interessante, sono invitati a collaborare tutti specialmente i non adetti ai lavori (non seo per intenderci) ed è un post di Stefano Gorgoni: Chi e secondo te il seo.