Un ottimo sistema per indicizzare velocemente nuovi siti

In quest’articolo, viene descritta una tecnica di posizionamento per indicizzare velocemente siti nuovi e per ottenere dal nulla un PR di 2 con una semplice registrazione su un social network un po particloare… La registrazione è semplice il social network è particolare: una delle aratteristiche più importanti è che ha dei link dofollow!

Il sito in questione è identi.ca un sistema di microblogging, la tecnica consiste nel registrare un account con un username che abbia l’anchor che vogliamo, e registrare il sito nel profilo. Una volta effettuata la registrazione si effettuano registrazioni ad alcuni gruppi con alto PR nel’articolo citato c’è anche una lista di questi gruppi.

Page Rank: Informazioni Utili

Page Rank
Colgo l’occasione per segnalarvi un interessante articolo sul Page Rank di Google.
Per quanto ormai si direbbe superato, da quando si inizio “anni or sono” a parlare del Trust Rank, conoscere tutti gli aspetti del Page Rank è molto importante!!! Ed è fondamentale per un Esperto Seo conoscere tutte le sfumature di questo sistema di catalogazione meritocratico di Google.

L’articolo: Google Page Rank Tutto quello che un esperto SEO deve sapere è un articolo completo sull’argomento.

Nell’articolo vengono affrontati diversi temi, come la differenza che c’è tra il Page Rank della Toolbar e quello reale. Troverete anche una parte interessante sull Rank Locale e su Hilltop: un sistema speciale per differenziare i tipi i siti tra Autority e Expert site!

Link dell’articolo:
http://webmarketing.olo-service.com/2009/11/05/google-page-rank-tutto-esperto-seo/

Direi che leggendo qusto articolo si evince che il Page Rank non è poi così trampntato!!! E tu cosa ne pensi?

Contenuti sempre diversi con MadLib

madlibMadlib è un concetto semplice ed efficace per produrre una buona quantità di contenuti diversi ed evitare in questo modo i filtri anti-duplicazione, è una tecnica che potrebbe a primo impatto risultare solo da Black Hat, ma in realtà se utilizzata con ingegno e attenzione può risultare un ottimo complemento anche per le strategie più Bianche possibili, ovviamente il tutto dipende dal tipo di approccio che in generale si ha nei confronti del mondo SEO.

Il concetto di MadLib appare per la prima volta sul blog bluehatseo.com, e viene ripreso in questo post in italiano dal blog: Seo Mad Hat.

Per chi è interessato il link al post è questo:
madlib per produrre contenuti sempre diversi.

A mio parere un approccio veramente professionale, non deve escludere nessuna tecnica a priori, senza dunque averne verificato l’utilità, i rischi, le potenzialità e possibilità di applicazione.

Qual’è il miglior cappello che un seo può indossare?

cappelli

Nella rete c’è ne i tutti i colori, White Hat, Black Hat, Grey Hat… Blue Hat chi più ne ha più ne metta…
Inizialmente nato per gli haker per differenziare quelli buoni da quelli cattivi, il cappello nero (Blue Hat, il cattivo) o il cappello biano (White Hat, il buono), sono stati acquisiti anche dai SEO e sono diventati l’insegna di una serie di interminabili discussioni e peripezie linguistiche, c’è chi dice meglio bianco, c’è chi dice meglio nero… ed infine ovvimante il grigio… la via di mezzo…

Ma cosa significa veramente per un SEO e quali applicazioni ha nel lavoro quotidiano del posizionamento?

Principalmente sono tutte chiacchiere inutili, spesso chi ne parla non sa veramente quali siano i risvolti pratici della facenda, o non ne ha mai fatto pratica o addirittira non ne ha neanche una minima idea…

In realtà infatti non c’è assolutamente differenza tra un cappello bianco ed uno nero… Un vero SEO deve essere capace di utilizzare correttamente qualsiasi tecnica sia utile al suo scopo…

Spesso di fronte a questo discorso la risposta più comune è: “Fa un po quello che vuoi, tanto poi verrai bannato”…

Questa rispota ha in se diversi errori, come per esempio la frase “Verrai bannato” frase che denota chiaramente che ci si sta riferendo ad un idea di lavoro nel web puramente amatoriale…

Infatti nello specifico è un sito che viene bannato… e non il proprietario, dire “Verrai bannato” equivale ad affermare che una persona ha solo un sito… Tipico dei web master… Ma il web Master in questo caso è una figura che rispecchia un livello amatoriale e non un Seo PROFESSIONISTA…

Un Internet Marketer invece sa che il suo scopo è il business non l’hobbies e per questo è pronto ad utilizzare qualunque tecnica che assolva lo scopo!

Un sito bannato non è una grande perdita se prima del ban si è saputo ome sfruttarlo! E sopratutto, non è così facile avere un sito bannato…

Con questo non fraintendetemi, non sto cercando di sostenere che la via del Black Hat sia migliore, anzi, sto solo cercando di “sfatare i miti”, il black hat è un insieme di tecniche che spesso viene criticato dalla maggior parte dei SEO amatoriali che non conoscono bene ciò di cui parlano, o anche professionisti che a volte cercano di difendere una posizione o di darsi un tono, mascherandosi da buoni samaritani con il cappello bianco ecc… Esistono anche casi di professionisiti che si specializzano in un insieme di tecniche che appartengono più a un colore rispetto che ad un altro.

Quale che sia il colore del cappello “scelto” il compito di un SEO è quello di aumentare la link popularity, certo non si riduce tutto solo a questo, ma il core dell’impegno e sicuramente la ricerca, la creazione e la caccia ai link, in generale quanti più link un sito ha tanto più è forte ed ha la capacità di scalare posizioni nei risultati di ricerca. Ovviamente i motori questo lo sano bene e da tempo hanno introdotto diversi “accorgimenti” per filtrare questa quantità di link e stabilirne dei criteri per una valutazione qualitativa oltre che quantitativa.

Quindi, è importante sia la quantità che la qualità.

Ed è proprio in relazione ai sistemi ed alle tecniche che un SEO utilizza per crare e/o raccogliere questi link che si sceglie di che colore il cappello che si porta è.

Un White Hat puro si limiterà a creare articoli e contenuti su blog, siti, directory, forum e social network manualmente… ottimizzerà il codice html delle pagine e se va bene dirà: “I contenuti sono molto importanti”

Un Black Hat puro invece molto probabilmente non si userà molto nemmeno del codice html, e non si soffermerà mai a riflettere se gli standard del W3C aumentano l’indicizzazione oppure no, ma prevalentemente vivrà di codice server side, cercherà sempre nuovi modi per creare spam da inserire in siti, forum e social network, cerhcerà di avere sempre aggiornati i suoi indirizzi IP dei diversi spider dei motori per i suoi cloking, e se va bene sarà anche interessato a qualche tecnica di guadagno on-line, ed ogni tanto si preoccuperà anche di riempire pagine di adsense.

Un Grey Hat puro, utilizzerà un po le directory, gli articoli e l’ottimizzazione e sperimenterà qualche tecnica un po più spinta come software di duplicazione del contenuto che remixano le parole, o contenitori per siti prefabbricati per creare un po di siti con contenuti originali.

Un White Hat che si rispetti invece sarà un professionista sempre aggiornato che lavora prevalentemente per consulenze e per grandi aziende e che le guida nelle scelte, sapendogli all’occorrenza consigliare del “lavoro sporco” con quel minimo di reticenza e quell’alone di mistero capaci da un lato di interessare e dall’altro di convincere, avrà contatti importanti e sarà ben piazzato nella scena del suo mercato di riferimento, il suo lavoro principale consiste nel lavorare alla creazione della sua immagine personale.

Un Black Hat spesso non fa il Black Hat a tempo pieno, ma purtroppo solo a tempo perso, perchè il resto del tempo lo dedica a progetti, software spesso open source. Comunque è uno sviluppatore di software notevole.

Un Grey Hat che si rispetti invece, pur conoscendo un po i linguaggi server side cercherà il più possibile software gia fatto, avrà qualche amico che si definisce Black Hat, e costruirà un isnieme di network con contenuti duplicati o remixati o modificati, potrebe anche far uso di un po di spam-blog ma fondamentalmente cercherà di creare un network di siti che punti ad avere un buon numero di pagine indicizzate su vari temi in modo da poterne sfruttare all’occorrenza il potere di pull…

In conclusione? Il cappello è un abito, ed è bello poterlo cambiare 🙂

credit: grazie a Franco Folini per la foto.

Come calcolare il prezzo di un banner

quanto costa un banner

“Partiamo innanzitutto col definire una parola della quale sentiremo molto spesso parlare se operiamo nell’ambito dell’advertising online.
CPM sta per Cost Per Thousand (dove la M sta per il numero romano 1000): in pratica, il CPM è il costo che facciamo pagare per 1.000 esposizioni del banner (dell’inserzionista) sul nostro blog.
Ad esempio, se decidiamo di vendere a €1,00 CPM, significa che il cliente ci verserà 1 euro ogni 1.000 banner esposti.
Di conseguenza, se abbiamo un blog che fa 100.000 pagine al mese, uno spazio pubblicitario avrà un valore di 100 euro.” (il resto dell’articolo lo si può trovare qui, dal blog del TagliaErbe).

Per fare un esempio pratico:
un sito che fa più o meno 1.000.000 di pagine viste ogni mese potrebbe vendere uno spazio pubblicitario intorno ai 1.500 dollari (= $1,5 CPM)

Per l’immagine si ringrazia: n0thing.

Come fare Social Media Marketing di successo in 10 punti fondamentali

Il Social Media Marketing ormai una realtà sulla quale molti ormai stanno costruendo o rafforzando il loro business, e rappresenta di fatto un’evoluzione della maniera di intendere sia il marketing che il marketing applicato al web, o internet marketing.

Rappresenta quindi un aspetto di primaria importanza quello di avere una guida per indirizzare le proprie azioni verso un’ottimizzazione ed un rendimento maggiore.

Questi dieci punti non hanno certo la pretesa di essere esaustivi, ma possono fornire sia un ottimo punto di partenza, che delle linee guida operative.

1. Costruire una presenza virale

La rete in un certo senso è fatta di connessioni, di link, e di “luoghi”, una “presenza virale”, significa cercare di essere presenti in più luoghi possibili nella rete possiamo avere una certa dose di ubiquità, sfruttiamola: per esempio, oltre al sito vere un proprio spazio su YouTube, su flickr su myspace, su facebook, su xing, su linkedin… e perché no, su wordpress, su blogger.com …

2. Curare ed aumentare le connessioni

Aggiungere nuovi contatti ogni giorno su facebook, Xing (l’alternativa “più italiana” a linkedin) ecc…

3. Attività nei forum

Trovare e frequentare uno o più forum che trattino di argomenti affini al vostro core business.

4. Diffondere la propria voce

Utilizzare i siti di social news mantenendo una presenza costante e contattando almeno una volta al giorno nuovi utenti per formare relazioni e partnership.

5. Globalizzarsi

Per ogni invio di articoli, news o contenuti sui social news duplicare il contenuto in altre lingue, utilizzando appositi luoghi come: Meneame (Spagnolo) Scoopeo (francese) ecc.. Utilizzando servizi di traduzione come: quick translator senza dover tradurre i contenuti.

6. Sfruttare la ricerca globale di google

LA ricerca globale di google avvantaggia contenuti multimediali come video e PDF creare alcuni duplicati dei contenuti più importanti in questi formati e geo localizzare il più possibile i propri contenuti con google map.

7. Usare Yahoo! Answers

rispondere il più possibile alle domande del settore di nostro interesse presenti su Yahoo! Answers.

8. Partecipare alla conversazione

Si parla sempre di più di Conversational Marketing che in fondo indica come tutti i mercati sono delle conversazioni prendere parte alla conversazione è importante: utilizzando strumenti per monitorare la nostra reputazione on-line: individuiamo chi e dove sta parlando di noi e partecipiamo.
Ecco alcuni servizi per monitorare la reputazione on-line: Blogmeter, Blogsearch, Serph, Socialscan.

9. Coinvolgere la BlogSfera

Esistono molti modi per coinvolgere i blogger nella diffusione dei nostri contenuti, uno dei più utilizzati, e anche più inflazionati, è costituito dai contest, ma anche seguire i blog, partecipare e creare delle conversazioni, dei dibattiti, ed infine formare accordi economici per recensioni è importante, prevede comunque a monte una selezione delle fonti più influenti, e pertinenti, in linea con i nostri temi.

10. Aprire le porte ai contenuti degli utenti

È veramente difficile trovare un sito nel quale non si possa integrare con successo il grande apporto che gli utenti stessi possono fornire in fatto di contenuti la partecipazione attiva del’utente è uno degli aspetti che costituiscono ed identificano il famoso web 2.0, va infatti ricordato che è l’utente la vera rivoluzione del web.

Come scatenare un effetto virale?

Scatenare un effeto virale, equivale ad uno spot che passa sotto gli occhi di milioni di persone, ed ha un eco nel tempo che non è prevedibile, ma solo misurabile!

Riuscire a fare in modo che  gli utenti stessi parlino di quello di cui li si vorrebbe coinvolgere, potrebbe semnrare un contro senzo eppure è un nodo importantissimo del marketing on-line.

Un aspetto molto importante è comprendere che come un vero e proprio virus, la pubblicità virale si trasmette da un soggetto ad un altro, ed è quindi necessario contagiare prima le persone giuste, coloro che vedendo qualche vantaggio ed utilità, si adopereranno a diffondere il “contagio” nel modo più capillare possibile!

Trovare quindi il primo gruppo che funga da esca, come della legna sottile e ben secca è utile per far divampare un fuoco, così le giuste persone, i giusti blogger, senzibili all’argomento e così via saranno il vero obbiettivo.

BlogRassegna

tastiera.jpgIl marketing online, secondo Federico Calore.
A colpi di testo si fa strada l’aspirante copy Roberta Collina.
Sulla compravendita di Link (by seotalk), ci sono in rete molti pareri e post… Interessante l’articolo di marketingroutes che direttamente apre la tematica sulla diminuzione del page rank, come non citare motoricerca.net che con un’interessante post sulle penalizzazioni chiarisce le varie posizioni degli utenti e di google, ma in tutta questa confusione c’è chi può preoccuparsi degli scambi di link, ci pensa google come dice il tagliaerbe: scambio link? Google chiarisce.

Per concludere la rassegna, la lista dei blog di elmanco può fornire un vasto elenco di blog da consultare.

e la rassegna continua

Tenere traccia di un video pubblicato su più siti

Il video è uno strumento sempre più utilizzato, e diffuso, spesso si parla di video advertising o video marketing, o ancora di video virale. Il video su internet, corto e coinvolgente è alla base di molte campagne di guerrilla marketing, riusire a diffondere un video ne determina anche il successo, oltre ad una realizzazione di qualità ovviamente!

Ma diffondere un video su più siti può essere dispersivo, soprattutto se se ne vuole tenere traccia… tubemogul.com si offre come gestore delle pubblicazioni video su più siti contemporaneamente, fornendo anche delle comode statistiche.

Il sesso come spinta nella pubblicità…

… è sempre stato utilizzato, fin dai tempi di David Ogilvy, di cui ricordo una fantastica pubblicità, studiata sui libri, che pur facendo uso di una donna seminuda conservava un fascino ed un’eleganza unica (per enfatizzare che l’azienda pubblicizata manteneva le promesse: questo infatti il core busines da evidenziare, fece una campagna di 3X6 con una modella  in costume con la scritta: l’8 settembre mi levo la parte di sopra… Mantenendo poi la promessa mostrando la modella in topless ma di spalle!), il sesso diviene uno stimolo costante all’acquisto ed all’azione, facendo leva su uno degli istinti primordiali degli esseri senzienti: la riproduzione strettamente collegata alla sopravvivenza e quindi più difficilmente controllabile! Così oggi sul web il porno amatorial diventa una forma di non conventional marketing o di guerrilla marketing. Il sito pornomarketing[dot]com, nel quale mi imbatto dopo una rierca sul guerrilla marketing che mi porta inevitabilmente al primo link dell’elenco, è un brutto esempio di questa tendenza, che a mio parere per quanto possa portare qualche risultato in termini quantitativi, difficilmente può averne in termini qualitativi!

Un punto molto importante nel marketing è sempre stato e sempre sarà il target, il pubblico di riferimento,la tipologia delle persone sotto aspetti socio-culturali che ne definiscono un profilo e ne tracciano anche abitudini, gusti e quant’altro, è compito di una campagna ben mirata quello di riuscire a raggiungere il giusto marketing. Ed ho seri dubbi sull’utilità di un target raggiunto tramite la pornografia, ma è anche possibile che io confidi troppo nelle capacità del genere umano 😉

Un dato è incoraggiante, almeno per l’italia, infatti se paragoniamo il volume delle ricerche effettuate su google per le parole: sesso e viaggi scopriamo che spesso i viaggi sono più ricercati del sesso, cosa che invece non succede affatto se si cerca travel e sex!

Hot Trends, le ricerche più popolari di google in un grafico

La scelta delle keyword giuste è una parte importante nella strategia di marketing on-line, ed un aspetto importante è quello di conoscere le tendense della rete, quali sono le parole più ricercate? Quale termine è più usato rispetto ad un’altro?

Per sapere quali sono le parole chiave più ricercate su google, è nato il nuovo servizio Hot Trends, di google appunto, lo permette. Ed il tutto perfettamente geolocalizzato.

Comunque già ora è utile ed interessante, volete sapere per esempio in Italia, a Roma, chi vince tra le key ‘google’ e microsoft ecco il risultato!

Interessante la situazione delle ricerche tra Web Marketing e Social Marketing: risultato!.

Dalla Link popularity alla Social Popularity

La popolarità di un sito non consiste nel essere presenti nelle prime pagine dei motori di ricerca, come per esempio goggle o yahoo, ma è uno degli elementi che permette questa presenza. Popolare significa appunto noto al pubblico, conosciuto ed in certo senso consigliato, in un primo momento su internet la popolarità di un sito viene espressa dalla quantità di link provenieneti dalla rete che il sito ottiene nel tempo, questo è quindi un aspetto molto importante, e infatti, se molte persone linkano una risorsa è già un chiaro segno di popolarità. Una legge, in un certo senzo, per quantificare questo genere di popolarità è stato il PageRank di Google. Ma come si dice: “… fatta la legge trovato l’inganno”, questo sistema ha portato rapidamente alla creazione di link farm, ovvero siti realizzati al solo scopo di generare un alto numero di link verso altri siti per elevarne artificialmente la popolarità, questo ha portato ad un’invasione, nei risultati dei motori, di siti SPAM ovvero non veramente pertinenti con i risultati di ricerca e quindi di bassa qualità.

Oggi invece, oltre a vedere nello scenario dei motori di ricerca grandi cambiamenti come il TrustRank di Google, e la ricerca di pertinenza e di corrispondenza dei contenuti tra i siti che si linkano, esiste un modo nuovo di concepire la popolarità su intenret ed è la Social Popularity.

Per Social Popularity non intendo come si potrebbe pensare la popolarità che un sito, un servizio op un brand ha nei social network, o almeno non solo, ma più specificamente la popolarità nell’ambito della società internettiana, che dipende da moltissimi fattori. Alcuni di questi fattori riguardano aspetti facilmente misurabili, come la presenza in parte di link ma soprattutto di articoli, recenzioni, file multimediali come audio, video, slide. Altri fattori sono più sottili anche se anch’essi possono essere misurati e dipendono più dall’opinione che il pubblico si costruisce nel tempo.

Il TrustRank e la penalizzazione passiva

In seguito a varie discussioni sull’argomento, che a me pareva tanto chiaro, espongo brevemente la problematica delle penalizzazioni, nelle serp di google, che posono derivare per un sito da link che provengono da fonti considerate spam da google.

Con l’ormai noto avvento del TrustRank lo spettro delle penalizzazioni si è allargato, ora anche i link provenienti dall’esterno possono generare penalizzazioni più o meno gravi. Infatti essendo il TrustRank un valore che si distribuisce da un sito all’alto tramite i link, se un sito viene linkato in maggioranza da siti che secondo l’algoritmo di google del TrustRank sono considerati spam, allora anche quel ito viene considerato spam e di conseguenza penalizzato e magari addirittura escluso dalle serp!

Questo significa che tra le varie azioni scorrette che si possono attuare per penalizzare un concorrente si è aggiunta la generazioni di matrici di link dannose per un sito.

Il modo migliore per difendersi è quello di ottenere un numero sempre maggiore di link con alto trust in modo da bilanciare l’effetto negativo dei link provenienti da siti spam.

La conferma di quanto detto viene chiaramente dalle parole di google che in questa pagina afferma:

There’s almost nothing a competitor can do to harm your ranking or have your site removed from our index“.

ovvero: “Non c’è quasi nulla che un concorrente può fare per danneggiare il rank del vostro sito o rimuoverlo dal nostro indice” .

Ed è chiaro che se non c’è quasi niente qualcosa c’è, come è chiaro che neanche google ne parli chiaro perchè è una cosa che potrebbe indispettire molte persone, e quindi essendo un’azione indispensabile per la lotta allo spam, che però può non essere ben accettata dalla comunità del web allora non dico che viene occultata, ma neanche messa in mostra.

Segnalo inoltre un interessante articolo di Marketing Routes, sulle varie teniche di sabotaggio che un conorrente potrebbe attuare.

Sei per Seo? Trentaseo! – Cos’è un seo?

Voglio segnalare due interessanti discussioni nei commenti di due post, sulla figura dei seo, il primo è già ben fornito, e compaiono anche grandi nomi del web marketing e dintorni, ed è un post di Johnnie Maneiro che ha scatenato un’accesa discussione sulla figura del seo, sui suoi compiti e sulle conoscenze che un seo dovrebbe avere. Ad onor del vero il post di Johnnie Maneiro prende origine da un post di Fabio Dell’Orto. L’altro invece è solo all’inizio e vale la pena di collaborare per renderlo più interessante, sono invitati a collaborare tutti specialmente i non adetti ai lavori (non seo per intenderci) ed è un post di Stefano Gorgoni: Chi e secondo te il seo.

Combatere il click fraud

Con Traffic Quality Resource Center, risorsa ufficiale di google, sarà possibile combattere il click fraud, questa voce sta ad indicae un’azione scorretta della concorrenza che per destabilizzare campagne di adwords effettua click fraudolenti sugli annunci. Essendo gli annunci di google a pagamento caratterizzati da un PPC (Pay Per Click) ed essendoci dei prezzi varianti znche in base alla percentuale di link può essere chiaro come questa pratica scoretta possa destabilizzare una campagna pubblicitaria basata su adwords. Questa risorsa si pone come soluzione al problema. Traffic Quality Resource Center.

Nuove feature di Google Webmaster Center

Adesso l’analisi del file robot.txt ha abilitato il riconoscimento della dichiarazione sitemap.

Per esempio una sitmap del genere
disalow images
user-agent: *
Disallow:
sitemap: http://www.example.com/sitemap.xml

Un’altra importante aggiunta consiste nel REP Includendo un codice come per esempio:

X-Robots-Tag: unavailable_after: 31 Dec
2007 23:59:59 EST

Si forzerà il motore a non considerare la pagna fino alla scadenza della data.

Altri approfondimneti sul tema su Google Webmaster Central Blog.

Social Marketing – la nuova generazione!

Queste slide, anche se in inglese, ci portano nel social marketing e nel Web 2.0.

Il Social è una realtà che sta invadendo il web, tuti ne parlano, ognuno ha la sua opinione in merito, si applica a tutto: social marketing, social network, social tv, social bookmark, social Knowledge, e questo è social…

Come recitano le slide: Potere alla gente! Speriamo proprio che sia sempre più così.

Il nuovo digg tutto in italiano

è nato seotribu un portale collaborativo di news sul web marketing, seo e sem in stile digg.

Uno dei concetti che è alla base di questo portale è molto semplice: l’unione fa la forza, come viene spiegato molto bene in questo post di Fradefra: Single non è bello, come ormai il web semantico, la blogsfera ed il social marketing stanno largamente insegnando.

Per il momento non è molto frequentato ma già si può contare su un’ottima qualità dei partecipanti e quindi dei contenuti, sicuramente destinato a crescere ancora parecchio!

Grazie a Dell’Orto Fabio che ha sviluppato l’idea.

Ecco il mio profilo su seotribu.

Google: scattano le bandierine per i siti con malware

La ricerca di google di privilegiare gli utenti, porta adesso ad una lotta contro il malware, identificando i siti che istallano ad insaputa degli utenti software malevolo e dannoso, spesso finalizzato al tracciamento o al recupero di informazioni personali. google li penalizzerà e li rimuoverà dalle ricerche. Questo potrebbe essere un problema per molti web master,  se non fosse previsto un tool di supporto nella sezione webmaster per tenere d’occhio la situazione del malware, google si impegna ad comunicare l’elenco delle pagine che contengono malware, e le sue risposte saranno tanto celeri quanto si dimostrerà celere il web master a rimuovere il malware segnalato.

Article Marketing

Penso, l’article marketing, un’emergente forma di promozione del web, emergente soprattutto in italia, ma già affermata in altri paesi, sta portando ad un grande aumento di portali che offrono la possibilità a chiunque si registri di scrivere articoli principalmente con lo scopo di acrescere il trust di un sito creando dei contenuti e dei link a tema.Prevale un servizio di qualità, tra le migliori risorse per pubblicare i nostri articoli abbiamo:

In inglese voglio segnalare invece:

Oltre all’utilità che se ne può ricavare mi vorrei soffermare su un aspetto particolare, la possibilità che qualcuno si costriuisca il proprio sito di article marketing per poterci fare il bello ed il cattivo tempo, abuando così di uno strumento che per quanto utile come ogni portata all’eccesso può ottenere un effetto contrario.

Un sito in particolare su cui mi sono trovato male e che non consiglierei è fastpopularity, anche questo sito come molti altri offre la possibilità di registrarsi per inserire i propri articoli, ma, una volta loggati è impossibile trovare un link che porti alla pubblicazione di articoli.

The million dollar wiki


The Million Dollar Wiki è un progetto di Graham Langdon sulla scia di The Million Dollar Homepage. Ad essere vendute qesta volta sono le pagine del wiki, ogni pagina costa 100 dollari, restera sempre del proprietario che la potrà anche rivendere, certo per raggiungere un milione di dollari ne dovrà vendere ben 10.000, ma il ragazzo si sta già dando da fare, con alcuni accordi, ed un programma di affiliazione!

Un’altra cosa invece è itagwords, che regala anchor link…

Lin klift

www.linklift.it è una piattaforma in versione beta che si propone di creare un mercato per la compravendita di link ponendosi come intermediario. Per i non adetti ai lavori in Italia è quasi una novità, ma in Europa e soprattutto in America è un servizio già noto. Merita comunque un’occhiata!